martedì 13 ottobre 2015

Il mio testamento


Quando morirò vorrei fosse scritto sulla mia tomba:

 «Non avvicinarti alla mia tomba piangendo.
 Non ci sono. Non dormo lì. 
Io sono come mille venti che soffiano.
 Io sono come un diamante nella neve, splendente.
 Io sono la luce del sole sul grano dorato.
 Io sono la pioggia gentile attesa in autunno. 
Quando ti svegli la mattina tranquilla, 
sono il canto di uno stormo di uccelli. 
Io sono anche le stelle che brillano, 
mentre la notte cade sulla tua finestra.
 Perciò non avvicinarti alla mia tomba piangendo.
 Non ci sono. Io non sono morto».

Canto funebre Navajos

venerdì 27 marzo 2015

 
Nel marzo del 1915, il parroco di Santa Maria della Tomba di Sulmona, Don Pasquale Di Loreto, fonda l'Associazione degli Alpini. Alcuni di questi furono chiamati alle armi durante la Grande Guerra e quelli che tornarono continuarono la tradizione Alpina fino ad aderire dopo la fondazione dell'ANA, prima alla Sottosezione di Roma e poi nel corso degli anni fino alla Sezione Abruzzi.
Ancora oggi, il Gruppo Alpini di Sulmona intitolato alla medaglia d'argento al valore militare Giuseppe Tirone continua la sua tradizione di volontariato anche nella protezione civile. Annovera fra l'altro anche una Medaglia d'Oro al valore civile alla memoria. il Caporale Armando Ranucci che morì per tentare di salvare il suo comandante. Nel Sisma del 2009 dell'Aquila il Gruppo di Sulmona ha prestato la sua opera di volontariato per un totale di 19.118 ore.


Alpini sempre.

domenica 1 febbraio 2015

Politico o politicante?




giovedì 27 marzo 2014

Bolla de Sapone
Trilussa
Lo sai ched'è la Bolla de Sapone?
l'astuccio trasparente d'un sospiro.
Uscita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe' fasse cunnalà come se sia
dall'aria stessa che la porta via.

Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quela palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la robba che ciaveva intorno,
j'agnede incontro e la chiamò: - Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!

Er celo, er mare, l'arberi, li fiori
pare che t'accompagnino ner volo:
e mentre rubbi, in un momento solo,
tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccica e sfavilla.-

La bolla de Sapone je rispose:
- So' bella, sì, ma duro troppo poco.
La vita mia, che nasce per un gioco
come la maggior parte de le cose,
sta chiusa in una goccia... Tutto quanto

finisce in una lagrima de pianto.

mercoledì 29 gennaio 2014

La caduta del politico

IL LEONE MORENTE (fedro)
Chi perde il potere che aveva prima, diventa
lo zimbello dei vili nella sua sciagura.
Sfinito dagli anni, abbandonato dalle sue forze,
il leone giaceva sul punto di rendere il respiro estremo:
5 venne il cinghiale con le zanne fulminee
a vendicare con quel colpo un’antica offesa;
poi il toro trafisse con le corna ostili
il corpo del suo nemico.

 L’asino vide
che si poteva colpirlo impunemente e lo prese a calci sulla fronte,

 e il leone spirando gli disse:
“Ho tollerato che mi offendessero i forti indegnamente; ma dover sopportarlo
da te, vergogna della natura, mi sembra di morire due volte”

(fedro)

giovedì 30 agosto 2012


LE STELLE NON TEMONO DI DIVENTARE LUCCIOLE











LE LUCCIOLE CHE PENSANO DI DIVENTARE STELLE


domenica 5 febbraio 2012



Mario Monti
Cambiano i tempi e i personaggi
"“ La finanza pubblica deve essere sana, il bilancio deve essere in pareggio, il debito pubblico deve essere ridotto, l’arroganza dell’amministrazione deve essere combattuta e controllata e l’aiuto ai paesi stranieri deve essere diminuito per evitare il fallimento di Roma. La popolazione deve ancora imparare a lavorare invece di vivere di sussidi pubblici”. 
Cicerone, 55 a. C."

lunedì 14 novembre 2011





Ner modo de pensà c'è un gran divario:
mi' padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch'er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so' monarchico, ar contrario
de Ludovico ch'è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso
pe' via de 'sti principî benedetti:
chi vò qua, chi vò là... Pare un congresso !

Famo l'ira de Dio ! Ma appena mamma
ce dice che so' cotti li spaghetti
semo tutti d'accordo ner programma.
(Trilussa)

domenica 13 novembre 2011

LUPI O AGNELLI?
Rimedio

Un lupo disse a Giove: - Quarche pecora
dice ch'io rubbo troppo... Ce vô un freno
per impedì che inventino 'ste chiacchiere... -
E Giove je rispose: - Rubba meno.
(Trilussa)

giovedì 20 ottobre 2011



Possono sembrare foto scattate in paesi molto lontani ma siamo nei monti che fanno da CORONA alla Valle Peligna - Sulmona (Aq)

giovedì 13 ottobre 2011



Non chiedere più giorni alla tua vita ma più vita ai tuoi giorni.
 (??? Rita Levi Montalcini)

sabato 19 marzo 2011

Solo i morti hanno visto la fine della guerra (Platone ??)   
   
FELICE QUEL POPOLO CHE NON HA BISOGNO DI EROI
(Bertolt Brecht)

venerdì 11 febbraio 2011


Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so’ finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna
Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quadrini
pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi
Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so’ sempre ppiù basse
Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte

Giuseppe Gioachino Belli
(Roma 1791 /1863)

sabato 5 febbraio 2011




Er ministro novo

Guardelo quant'è bello! Dar saluto
pare che sia una vittima e che dica:
- Io veramente nun ci ambivo mica;
E' stato proprio el Re che l'ha voluto! -

Che faccia tosta, Dio lo benedica!
Mó dà la corpa ar Re, ma s'è saputo
quanto ha intrigato, quanto ha combattuto...
Je n'è costata poca de fatica!

Mó va gonfio, impettito, a panza avanti:
nun pare più, dar modo che cammina,
ch'ha dovuto inchinasse a tanti e tanti...

Inchini e inchini: ha fatto sempre un'arte!
Che novità sarà pe' quela schina*
de sentisse piegà dall'antra parte!
(Trilussa)
 *schiena

venerdì 10 dicembre 2010

NAPOLI
Rifiuti: naufraga il piano del Cavaliere
Drappo nero di 5 km sul lungomare
Le bugie sono per natura così feconde che una ne suole partorire cento.
(Carlo Goldoni)

domenica 5 dicembre 2010

Non riesco proprio a capire perchè una persona che ha dimostrato tanta sensibilità nel raccontare i disagi e le miserie abbia compiuto un atto di "vigliaccheria" e di paura nell'affrontare l'ultima parte della sua esistenza.

venerdì 10 settembre 2010


L'oca è l'animale ritenuto simbolo della stupidità, a causa delle sciocchezze che gli uomini hanno scritto con le sue penne.
(ANONIMO)

martedì 20 aprile 2010


La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi
Platone

Il complice del crimine della corruzione è spesso la nostra stessa indifferenza
Bess Meyerson

domenica 21 febbraio 2010

San Remo 2010
La campana della chiesa (Trilussa)

Che sôno a fa'? - diceva una Campana.
Da un po' de tempo in qua, c'è tanta gente
che invece d'entrà drento s'allontana.
Anticamente, appena davo un tocco
la Chiesa era già piena;
ma adesso ho voja a fa' la canoffiena
pe' chiamà li cristiani cór patocco!
Se l'omo che me sente nun me crede
che diavolo dirà Dommineddio?
Dirà ch'er sôno mio
nun è più bono a risvejà la fede. -
No, la raggione te la spiego io:
je disse un angeletto
che stava in pizzo ar tetto -
nun dipenne da te che nun sei bona,
ma dipenne dall'anima cristiana
che nun se fida più de la Campana
perché conosce quello che la sona...
 San Remo 2010: Sono solo canzonette??????????????????"

O mie amate canzoni perdetevi
nel mare del passato.
Non un ragazzo o una fanciulla in fiore
vi canti quando viene primavera.
Voi parlavate solo del mio amore,
ora lei irride la mia fedeltà.
Voi che sull'acqua siete state scritte
ora con l'acqua perdetevi.

Johann Wolfgang Goethe

martedì 9 febbraio 2010

Crisi
Dopo la tempesta c'è sempre l'arcobaleno

mercoledì 20 gennaio 2010


L'aquila

L'ommini so' le bestie più ambizziose,
disse l'Aquila all'Omo - e tu lo sai:
ma viettene per aria e poi vedrai
come s'impiccolischeno le cose.

Le ville, li palazzi e li castelli
da lassù sai che so'? So' giocarelli.
L'ommini stessi, o princìpi o scopini,
da lassù sai che so'? Tanti puntini!

Da quel'artezza nun distingui mica
er pezzo grosso che se dà importanza:
puro un Sovrano, visto in lontananza,
diventa ciuco come una formica.

Vedi quela gran folla aridunata
davanti a quer tribbuno che se sfiata?
È un comizzio, lo so: ma da lontano
so' quattro gatti intorno a un ciarlatano.
(Trilussa)

giovedì 31 dicembre 2009





Che cos'è il tempo?
Se non me lo chiedi lo so;
ma se invece mi chiedi che cosa sia il tempo,
non so rispondere.
(Sant'Agostino)

domenica 27 dicembre 2009

Livorno,24 Dicembre 2009, caserma Vannucci, discorso ministro La Russa: elogio alla X MAS:
Nostalgia o lapsus Freudiano?



La sincerità ne li comizzi

Er deputato, a dilla fra de noi,
ar comizzio ciagnede contro voja,
tanto ch'a me me disse: - Oh Dio che noja! -,

Me lo disse: è verissimo, ma poi
sai come principiò? Dice: - È con gioja
che vengo, o cittadini in mezzo a voi,
per onorà li martiri e l'eroi,
vittime der pontefice e der boja! -

E, lì, rimise fòra l'ideali,
li schiavi, li tiranni, le catene,
li re, li preti, l'anticlericali...

Eppoi parlò de li principî sui:
e allora pianse: pianse così bene
che quasi ce rideva puro lui!
(Trilussa)

giovedì 17 dicembre 2009


Un sereno Natale foriero di Pace e Serenità

lunedì 14 dicembre 2009


Possiamo solo dire: Per fortuna si è trattata solo dell'AGGRESSIONE di uno squilibrato e non di un attentato.
Esprimiamo la nostra solidarietà sia all'Uomo che al Politico senza però dimenticare un vecchio proverbio:
"Chi semina vento raccoglie tempesta", e questo vale per tutti gli schieramenti politici. Sarebbe buona cosa non strumentalizzare l'episodio che, tutto sommato, giova più al PDL che all' Opposizione.

venerdì 11 dicembre 2009


Re Leone


Bisogna che venite appresso a me! -
disse er Leone ar Popolo animale.
E tutti quanti agnedero cór Re.
Ma doppo un po' de strada ecchete che
er Re rimase in coda, cór Cignale.

Ritorna ar posto indove t'eri messo,
je disse quello - e insegnece er cammino...
Va' là - rispose er Re - tanto è lo stesso;
oggi chi guida un Popolo è destino
che poi finisce per annaje appresso.
Trilussa

lunedì 9 novembre 2009


I poeti lavorano di notte.

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini (n. 01/03/1931 m. 01/11/2009)

mercoledì 4 novembre 2009


Er Cane moralista
(Trilussa)

Più che de prescia er Gatto
agguantò la bistecca de filetto
che fumava in un piatto,
e scappò, come un furmine, sur tetto.
Lì se fermò, posò la refurtiva
e la guardò contento e soddisfatto.
Però s'accorse che nun era solo
perché er Cagnolo der padrone stesso,
vista la scena, j'era corso appresso
e lo stava a guardà da un muricciolo.
A un certo punto, infatti, arzò la testa
e disse ar Micio: - Quanto me dispiace!
Chi se pensava mai ch'eri capace
d'un'azzionaccia indegna come questa?
Nun sai che nun bisogna
approfittasse de la robba artrui?
Hai fregato er padrone! Propio lui
che te tiè drento casa! Che vergogna!
Nun sai che la bistecca ch'hai rubbato
peserà mezzo chilo a ditte poco?
Pare quasi impossibbile ch'er coco
nun te ci abbia acchiappato!
Chi t'ha visto? - Nessuno...
E er padrone? - Nemmeno...
Allora - dice - armeno
famo metà per uno!

martedì 3 novembre 2009

o tempora o mores

Indagine su escort a palazzo Grazioli, scoppia la polemica

L'ingiustizzie der monno

(Trilussa)
Quanno che senti di' "cleptomania"
è segno ch'è un signore ch'ha rubbato:
er ladro ricco è sempre un ammalato
e er furto che commette è una pazzia.

Ma se domani è un povero affamato
che ruba una pagnotta e scappa via
pe' lui nun c'è nessuna malattia
che j'impedisca d'esse condannato!

Così va er monno! L'antra settimana
che Teta se n'agnede còr sartore
tutta la gente disse: - È una puttana. -

Ma la duchessa, che scappò in America
còr cammeriere de l'ambasciatore,
- Povera donna! - dissero - È un'isterica!...

SOLO I MORTI HANNO VISTO LA FINE DELLA GUERRA  (Platone)

lunedì 2 novembre 2009

omaggio ad Alda Merini



L’umile giunchiglia


Dimmi almeno
che oscura meraviglia
già ti prende di me,
che trovi bella
questa sommessa,
e umile giunchiglia
che già ti paragona
a una stella;
dimmi che me divina
e me presente
senti dentro
il tuo letto di piacere,
dimmi che un bacio
fuga dolcemente
tutte le smanie
e tutte le chimere.



Alda Merini (n. 01/03/1931 m. 01/11/2009)

martedì 13 ottobre 2009


Fior di neve

Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.

(U. Saba)

domenica 11 ottobre 2009


BOSCO D'AUTUNNO
Ha messo chiome il bosco d'autunno.
Vi dominano buio, sogno e quiete.
né scoiattoli, né civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell'autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.
Boris Pasternak

venerdì 2 ottobre 2009


MALINCONIA (G. Ungaretti)

Calante melinconia lungo il corpo avvinto
al suo destino
Calante notturno abbandono
di corpi a pien'anima presi
nel silenzio vasto
che gli occhi non guardano
ma un'apprensione
Abbandono dolce di corpipesanti d'amaro
labbra rapprese
in tornitura di labbra lontane
voluttà crudele di corpi estinti
in voglie inappagabili
Mondo
Attonimento
in una gita folle
di pupille amorose
In una gita che se ne va in fumo
col sonno
e se incontra la morte
è il dormire più vero

mercoledì 16 settembre 2009



Autunno

Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio

Vincenzo Caldarelli

martedì 25 agosto 2009

L'incontro de li sovrani (Trilussa)

Bandiere e banderole,
penne e pennacchi ar vento,
un luccichìo d'argento
de bajonette ar sole,
e in mezzo a le fanfare
spara er cannone e pare
che t'arimbombi dentro.
Ched'è? chi se festeggia?
È un Re che, in mezzo ar mare,
su la fregata reggia
riceve un antro Re.
Ecco che se l'abbraccica,
ecco che lo sbaciucchia;
zitto, ché adesso parleno...
Stai bene? - Grazzie. E te?
e la Reggina? - Allatta.
E er Principino? - Succhia.
E er popolo? - Se gratta.
E er resto? - Va da sé...
Benissimo! - Benone!
La Patria sta stranquilla;
annamo a colazzione...

E er popolo lontano,
rimasto su la riva,
magna le nocchie e strilla:
Evviva, evviva, evviva...
E guarda la fregata
sur mare che sfavilla.

mercoledì 19 agosto 2009

mercoledì 29 luglio 2009

"La prepotenza e la forza della sopravvivenza"

domenica 19 luglio 2009




Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
Eugenio Montale

venerdì 10 luglio 2009




La cagna
Al mattino nel granaio
Dove biondeggiano le stuoie in fila,
una cagna figliò sette,
sette cuccioli rossicci.
Sino a sera li carezzava
pettinandoli con la lingua
e la neve disciolta colava
sotto il suo caldo ventre.
Ma a sera, quando le galline
si rannicchiano sul focolare,
venne il padrone accigliato
e tutti e sette li mise in un sacco.
Essa correva sui mucchi di neve
durando fatica a seguirlo.
E così a lungo, a lungo tremolava
lo specchio dell'acqua non ghiacciata.
E quando tornò trascinandosi appena,
leccando il sudore dai fianchi,
la luna sulla capanna le parve
uno dei suoi cuccioli.
Guardava l''azzurro del cielo
con striduli guaiti,
ma la luna sottile scivolava
e si celò nei campi dietro il colle.
E sordamente, come quando in dono
le si butta la pietra per gioco,
la cagna rotolò i suoi occhi
come stelle d'oro nella neve.

Sergej Esenin [1895 - 1925]

venerdì 26 giugno 2009

A proposito del referendum

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione…

Giorgio Gaber

Versi buttati al vento.

han giurato: non fia che quest'onda
scorra più tra due rive straniere:
non fia loco ove sorgan barriere
tra l'Italia e l'Italia, mai più!
(Alessandro Manzoni, Marzo 1821, 1-8)

mercoledì 24 giugno 2009


È una donna che ha il cuore a sud
ma l’abito è ricco, roba del nord.
Uomini d’affari la corteggiano, in balìa
di gente dalla mano lesta ha perso
il sorriso, il bel corpo macchiato
in abbandono tra le lapidi.
L’atteggiano ancora a Madonna
col manto blu del cielo per la foto
di famiglia, le fanno corona
governanti e preti, immobili
in poltrona.
Non è più nostra madre
avara di figli partorisce disastri;
malgrado il rombo ininterrotto
dei motori i colpi sono chiari,
le stanno approntando una lunga bara.

(Nelo Risi, Le risonanze, Italia, 1987)