domenica 12 aprile 2009



Gran Sasso d'Italia (l'Aquila)
Pasqua 2009
Ho incontrato e ho visto.
Oggi pomeriggio ho incontrato una famiglia aquilana. Hanno perso una casa all'Aquila e la casa dove vivano in una frazione è inagibile.
Sono riusciti a prendere solo pochi vestiti dopo qualche giorno perchè le forze dell'ordine gli impediscono di lasciare il campo senza scorta e di entrare nella loro casa. Dalla scorsa settimana non possono fare una doccia calda e devono recarsi alla mensa per poter mangiare.
Eppure mi hanno dato una lezione di coraggio, di dignità e di orgoglio e di tanta voglia di ricominciare. Il ragazzo aspetta il giorno 16 che si riunisce il consiglio di facoltà per poter riprendere gli studi. La madre di poter tornare a scuola (personale non docente). Il padre, autista del 118 (è quello che ieri ha trasportato le ultime due vittime), non dorme dalla notte di lunedì; è distrutto fisicamente e non riesce a sorridere. La mattina del sisma è andato in ospedale a prendere servizio in canottiera e ciabatte e scortato dai vigili è sceso negli spogliatoi dell'ospedale a prendere quello che aveva nell'armadietto e solo oggi ha potuto fare una doccia calda.
Quello che lo ha colpito di più è stato il vedere in che condizioni i vigili del fuoco lavoravano per trovare le persone sepolte. Ogni tre ore c'era il cambio della squadra e queste persone uscivano da sotto le macerie irriconoscibili. E pensare che di tragedie e corpi martoriati ne ha visti tanti nella sua carriera, ma questa lo ha sconvolto. Si vedeva la tensione nel suo viso. Eppure riusciva a parlare con tranquillità, senza piangersi addosso e solo con voglia di ricominciare. Attraverso la TV non riusciamo ad immaginare neanche in minima parte della portata di questo evento. Girare per una città fantasma, vedere tante abitazioni sventrate. Negli occhi di queste persone non c'è il sorriso ma neanche rancore solo dolore e voglia di vivere dignitosamente e ricominciare. Però ................. domani sarà il 13 aprile e seguirà il 14 e così via.


1 commento:

Anonimo ha detto...

UN POPOLO SENZA SOGNI E' COME UN GIARDINO SENZA FIORI.

Lo hai scritto tu, questa gente ha ancora il coraggio di sognare, ora il loro sogno è soltanto quello di riappropriarsi della propria quotidianità.
Si realizzerà perché è gente forte e soprattutto perchè ha persone vicine che aiutano sul serio e gente che comprende e non si arrende mai come te.
Grazie per farci scoprire ciò che giornali e tv non raccontano.
Grazie di essere come sei.

Nunzia anche a nome di tanti amici