
(alpino con mulo, Grecia II guerra mondiale)AMICO MULO ADDIO
Cataste di legna antiche
bruciate dal sole
consumate dalla neve,
spruzzate di muffa
dormono scomposte
nell'angolo del portico in abbandono.Il boscaiolo
aveva i muscoli d'acciaio
il mulo
la forza del trattore,
insieme con slitta e catene
hanno trascinato i tronchi
sino al casolare
una voce, un nitrito,
una carezza sul collo del mulo
arranca, scalpita,
scivola sul ghiaione.
I tronchi prima rovesciati dal crinale
sono giunti a mezza costa del monte.
L'uomo e il mulo, formiche del bosco
hanno accumulato nell'anfratto
scavato nella roccia legna robusta
per tutto l'inverno.Il braciere di pietra esultava,
crepitava in penombra il calore.
Quando l'uomo ha lasciato la montagna
il suo mulo si è dissolto
come zolla di terra alla pioggia,
non ha lasciato impronte lo zoccolo,
i suoi finimenti logorisono appesi al chiodo della stalla.
La finestrella è aperta tutto l'anno
entrano foglie e rami
sospinti dal vento
sospinti dal vento
escono in allegria
scoiattoli bruni e scompaiono
nell'intrigo della catasta.
Il mulo non ha voluto scendere a valle.
Un masso gigantesco
rotolato una notte
su un prato di primule nane racchiude il suo corpo
come un sarcofago di pietra
da "La Montagna" di E. Dulevant

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